Scuola Fvg nel caos, basta con l’immobilismo della Giunta

Da almeno 20 giorni circola la
notizia sulle dimissioni del direttore dell’Ufficio scolastico regionale. In
attesa di conferme o smentite, di certo c’è solo che il sistema scolastico del Friuli
Venezia Giulia è nel caos: non ci sono infatti direttive precise sulle
assunzioni del personale precario, né è dato sapere in quali territori le
graduatorie d’istituto siano definitive e in quali no. Siamo insomma al
fai-da-te generalizzato, e le operazioni che vengono effettuate diventano
incontrollabili.
Si spezzano cattedre intere, si
spezzano cattedre di sostegno facendo arrivare il personale interno a 22-24 ore
di insegnamento frontale, si fanno prestiti tra scuole di organico di
potenziamento, senza che vi sia nessun progetto. Esistono casi di docenti della
scuola primaria utilizzati per qualche ora nelle scuole secondarie di primo
grado, o di orari ridotti per recuperare ore per le supplenze, pratiche che non
sono contemplate da nessuna circolare e da nessun regolamento o contratto. A
questo si sommano le carenze di organico negli uffici scolastici – regionale e
provinciali – e di personale Ata, da sempre denunciate non solo dalle
organizzazioni sindacali, ma dallo stesso Ufficio scolastico regionale.
Ferme restando le difficoltà
condivise in alcuni incontri con il Direttore regionale, non capiamo questo
balletto dimissioni sì dimissioni no: questo non fa bene al sistema scolastico del
Fvg, che com’è noto è già in crisi di per sé: basti pensare, due dati per
tutti, al 50% di scuole senza dirigente scolastico, ovvero in reggenza, e al
45% senza direttore dei servizi generali amministrativi; due figure apicali indispensabili
per il funzionamento della scuola.
La Giunta regionale lo sa bene:
la nostra è la regione più disastrata in Italia, sia per quanto riguarda le
scuole, sia per quanto riguarda gli organici degli uffici territoriali e dell’ufficio
scolastico regionale, che dal 2008 si sono ridotti da 136 unità alle attuali 51.
Non è comprensibile, vista la situazione
di abbandono in cui versa l’Ufficio scolastico regionale, l’atteggiamento
pilatesco della Giunta regionale, che sulla questione fino ad ora non ha
espresso nulla e non ha ritenuto, o non ritiene opportuno, incontrare le parti
sociali per informare su quanto sta avvenendo e cosa si intende fare per risolvere
la questione. Una presa di posizione sarebbe opportuna anche sulla questione
degli alunni stranieri, avendo ben presente che la loro presenza, da molti
considerata solo un problema (vedi Monfalcone), in diverse realtà è un fattore
decisivo per consentire alle scuole di raggiungere i numeri necessari per
garantire le classi anche ai bambini italiani, vista la forte denatalità.
Nell’esprimere e confermare la
nostra solidarietà al Direttore regionale, sapendo che la volontà di dimettersi
nasce dalla grave e ingestibile situazione in cui si trovano gli uffici,
auspichiamo e invitiamo con forza la Giunta regionale, nelle persone del
Presidente e dell’assessore competente, ad intervenire tempestivamente per dare
soluzione a questa paradossale situazione di stallo che si è venuta a creare, che
porta scompiglio negli operatori e forte fibrillazione nel mondo della scuola.
Il problema non si risolve regionalizzando il sistema con decisioni a porte
chiuse. Nel merito, occorre discutere con le organizzazioni sindacali sulle posizioni
assunte e su quelle da assumere, per dare alla scuola pubblica del Fvg, e da
subito, garanzie di un funzionamento normale.
                                    Adriano Zonta       Donato Lamorte           Ugo Previti

                                        Flc Cgil               Cisl Scuola               Uil Rua Fvg